mercoledì

Deodorante naturale fai da te

Ecco cosa serve per farvi in casa un deodorante naturale fai da te con gli ingredienti ed il procedimento spiegato passo passo in modo molto semplice.
Alcuni studi scientifici avrebbero messo in evidenza i rischi collegati all’insorgere di tumori al seno e di alcune malattie neurologiche per la presenza dei conservanti come i parabeni, mentre sostanze come triclosan ed etanolocon funzione antisettica hanno dubbi effetti.
Sono davvero sicuri i deodoranti che acquistiamo nei supermercati? O possono danneggiare la nostra salute?

Bisogna fare attenzione anche ai deodoranti con forte azione antitraspirante, perché è proprio attraverso la traspirazione il nostro organismo elimina le tossine e impedire questo processo può provocare, con il tempo, un accumulo a livello ghiandolare e costituire un primo passo verso la formazione di cellule tumorali.
Altre sostanze pericolose sono l’alluminio e lo zirconio (sull’etichetta sono indicati comealuminiumzirconiumtetrachlorohydrex aluminium chlorohydrate), perché sospettate di ostruire la traspirazione e restare in circolo nel nostro organismo.
Per ovviare a rischi alla salute, per evitare di introdurre nel nostro organismo sostanze chimiche, possiamo fare una scelta ecologica e fai-da-te, come ricorrere ai deodoranti naturali oppure produrceli a casa.
Un buon rimedio è il bicarbonato, perché antisettico e battericida.
Io ho fatto così:
In un contenitore spray ho diluito 4 cucchiai di bicarbonato di sodio in 250 ml di acqua distillata. Ho atteso almeno 1 ora che la polvere si depositi sul fondo.
Ho messo alcune essenze profumate come la lavanda ed il tea tree, che sono antibatterici, la menta che è rinfrescante, mentre altri, palmarosa, salvia sclarea e limone hanno proprietà deodoranti.
Ora basta spruzzare sulle ascelle ma anche sulle piante dei piedi.

Facile, no?

martedì

La mia bicicletta pieghevole

Arrivata al furto della mia ennesima bici mi sono decisa di acquistare una bici pieghevole.
 Ho imparato un po’ di cose in seguito ai furti subiti ed ora dopo l’ennesimo, che ormai non denuncio più visto che i carabinieri non provano neanche  a cercare di ritrovare le bici. Così dopo aver chiesto ad alcuni miei compagni di viaggio in treno l'utilità del mezzo ne ho trovata una usata cercando su Internet.
 Bellissima! Sembra nuova . La piccola esperienza di questi due mesi fatti su e giù per i treni con la mia bici, vi può aiutare a togliere (o a far venire) qualche dubbio sull'acquisto vista (la bassa diffusione delle bici pieghevoli). C'è una grande curiosità su questo nuovo/vecchio mezzo di trasporto che spesso lascia ambito a idee non sempre corrispondenti al vero (me ne accorgo da molte domande che ricevo quando giro con la mia bici verde acceso).
Ho pensato quindi di condividere questo post, sperando sia di utilità per chi sta pensando di fare questa scelta. Per prima cosa credo sia utile mettere nero su bianco i molti vantaggi che una bici pieghevole ha. Elencando anche i limiti così da avere un quadro completo della situazione.

  •  Trasportabilità.  A seconda dei modelli una bici pieghevole è facilmente stivabile nel bagagliaio di una macchina (in alcuni casi anche piccola) per spostarsi ogni giorno in città o nei week-end. Quasi tutti i modelli di pieghevole sono facilmente caricabili su un treno. Senza problemi su quelli a lunga percorrenza, con un minimo di accortezza anche su quelli da pendolari (nei vecchi treni le porte sono strette e la bici bisogna piegarla bene per farla passare). Inoltre attenti alle fermate intermedie, se non la tenete sott’occhio o non l’avete legata. Con una bici pieghevole si può evitare il divieto e caricare bici su Metropolitane e Tram anche nelle ore di punta e ci si può muovere agevolmente su lunghi tragitti urbani con intermodalità. Per finire alcuni modelli consentono il trasporto anche come bagaglio a mano in aereo, tutti come bagaglio in stiva senza ricorrere allo sportello “bagagli straordinari”.
  • Custodia. Essendo pieghevole e scendendo quindi a dimensioni ridotte, la bici pieghevole è facilmente riponibile in quasi ogni spazio. Si può tenere in appartamento evitando sia l’esposizione ai fattori meteorologici sia i rischi di furti o danneggiamento in strada o cortile. Io la tengo in cantina per non avere la difficoltà di fare le scale tutte le volte che la porto a casa. Se maneggiata con intelligenza ed educazione di solito è ben accetta nei ristoranti, bar o negozi. Consentendo di tenerla accanto a sé e limitando o eliminando i momenti in cui è lasciata incustodita. Spesso le operazioni di piega (anche parziale per un veloce caffè al bar) sono molto più rapide che quelle di incatenamento.
  •  I vantaggi dati dalla taglia o da altri fattori. Le ridotte dimensioni hanno come primo effetto quello di esaltarne la leggerezza e manovrabilità. Le bici pieghevoli solitamente pesano tra i 10 e i 15kg, ancora più di una bici da corsa in carbonio, ma meno di quasi tutte le bici “normali”. Le ruote di dimensioni contenute, seppur compromettendo in minima parte la stabilità e la velocità, consentono (specialmente nei tragitti urbani) una grande facilità di curva, manovra e passaggio in mezzo al traffico.
  •  Tendono a confondersi meno con le altre bici e si prestano facilmente a diventare strumenti di aiuto alla vita quotidiana, potete usarle anche come carrelli della spesa o seggiolini sui mezzi pubblici o per trasportare valigie o pesi lungo gli spostamenti. Per finire può diventare mezzo di trasporto di nuove forme di turismo smart e sostenibile, per lunghi viaggi su due ruote o per un week-end per borghi o città da girare in lungo e in largo con comodità.

lunedì

Forse questa è libertà!.

Mi trovo qui a guardare le foto del passato e mi torna alla memoria la Luigia di 15 anni fa . Quante manifestazioni ho fatto per chiedere diritti non ancora ottenuti. Ho tra le mani una foto dove si manifestava contro la politica alla quale dicevamo 'Svegliatevi’ ed eravamo andati a Roma con un casino di sveglie.
Una delle tante bellissime esperienze . Purtroppo, inconcludente!
La crisi economica, ambientale e sociale paiono dar ragione a quelle persone che dicevano che non serviva a niente fare tutto questo. E oggi, sappiamo che la strada da percorrere deve essere un’altra. Per sopravvivere è necessario stringere alleanze e cambiare priorità, andando oltre la società dei consumi e verso la società della produzione di valori e di relazioni sociali.
 Allora eravamo ragazzi/e che fronteggiavano gli scudi della polizia in tenuta antisommossa. Nella foto sembravamo voler spiegare le nostre ragioni. Era l’estate del 2000, a Roma. Quei ragazzi e ragazze e tutte le persone che erano scese in piazza manifestavano in realtà non contro qualcosa, non per se stessi, ma per tutti: avevano avuto la capacità di muoversi contro, una profonda ingiustizia che è la mancanza di diritti nel mondo .
Provavo una profonda inquietudine per quella cieca incapacità di garantire un futuro di uguaglianza, e perciò la contestavo. Avevo ragione: dal 2000 a oggi la ricchezza globale è più che raddoppiata, ma il 94% di questa è in mano al 20% della popolazione. Oggi lo 0,7% degli abitanti del Pianeta detiene il 44% delle risorse, mentre il 70% più povero ha in mano meno del 3%. La chiamate giustizia?
 Meno di 10 anni dopo il sistema economico, quel modello di globalizzazione, è andato in crisi. Una stagione, iniziata con la caduta del muro di Berlino e caratterizzata da governi neoliberisti, è finita.
 La globalizzazione intesa come pura espansione trainata dalla finanza, dalle nuove tecnologie, da una soggettività fortemente individualistica e consumistica, ha esaurito la sua storia. Lasciando macerie. Molti di noi hanno vissuto una fetta rilevante della propria vita in un’epoca in cui sembrava plausibile che tutto crescesse all’infinito.
 Il mito è che questo avrebbe portato opportunità e benessere per tutti. Ma il mito era falso: l’aumento delle opportunità ha portato squilibri nella distribuzione delle ricchezze, e questo, oltre che un problema sociale (e morale), è un problema di carattere economico. Oggi -dopo esserci fatti scarrocciare dalla corrente, incautamente fiduciosi per 20 anni- siamo nel mezzo di un mare che non conosciamo, senza sapere bene dove andare, né come.
 La politica ha perso il timone, oggi sta solo cercando di sopravvivere sapendo che prima o poi crollerà tutto e cerca di allontanare il crollo il più possibile ma ci sarà … di questo molti come me ne sono consapevoli.
 E non serve nemmeno che siano state ormai smascherate le grandi multinazionali, che si fanno beffe della retorica del “libero mercato” e dominano l’economia influenzando prezzi, volumi, qualità senza che le autorità pubbliche abbiamo sufficiente conoscenza di come lavorano e delle merci e servizi che forniscono.
 Per sopravvivere bisognerà saper stringere alleanze e cambiare priorità, andando oltre la società dei consumi e verso la società della produzione di valore. In questi ultimi 15 anni si sono sciolti tutti i legami, le relazioni tra le persone, perché frenavano l’espansione. Oggi bisogna riscrivere i legami, rimettere mano al nostro modo di stare insieme. Il cambiamento, come in tutte le grandi fasi storiche, riguarda ciascuno di noi.
Uno dei padri della sociologia, Max Weber, diceva che sono gli “spiriti” a muovere l’economia. Lo spirito è soffio, vita, capacità di animare la materia. Il nostro interesse è lo spirito di una “nuova” economia.
 Oggi donna non più giovane ho perso quell’insofferenza e quella rabbia ma non di certo il coraggio di fronteggiare il potere. Oggi sono ancora qui, magari con qualche acciacco, ma non ho perso quello spirito ho cambiato semplicemente metodo.
Oggi credo nell’autoproduzione, nella relazione fra le persone, nella decrescita felice, nel liberarsi dalla schiavitù del consumismo e del correre inquieta verso nuove spese per poi possedere per pochi giorni e quindi buttare.

Oggi mi sento più libera e consapevole di ciò che vale o non vale nella vita. Forse questa è la vera libertà.

giovedì

Vivere con poco valorizzando quello che si ha

Questa mia capacità di risparmiare l’ho valorizzata maggiormente quando ho toccato il fondo della mia vita sociale ed economica. Avevo fatto il passo più lungo della gamba. Spinta dal desiderio di cambiare abitazione ho traslocato (non riuscendo a recuperare i mobili che ho dovuto lasciare nella vecchia casa) ho cambiato camera da letto delle figlie e mi sono indebitata per fare tutto questo.
Risultato : Debiti con le banche, depressione, vita sociale annullata, soldi a disposizione “ZERO euro”. Era un periodo che non riuscivo ad arrivare con lo stipendio alla terza settimana del mese. Mi sono sentita depressa tanto da frequentare il dipartimento di salute mentale e prendere dei farmaci… non vedevo via d’uscita… mi sentivo morta dentro!
 Poi ho iniziato a frequentare quello che è diventato il mio attuale marito ed ho iniziato a vivere sempre più serenamente … passo dopo passo … sono uscita dal tunnel. Ora scrivo per quelle persone che vedono tutto nero e pensano di non farcela!...voglio dire a loro che se si guardano dentro è possibile “rinascere”.
 Io, ce l’ho fatta e sono una persona come le altre … niente di speciale… quindi se ce l’ho fatta io lo puoi fare anche tu! Sono una donna tuttofare, madre di due figlie adolescenti, un solo stipendio (il mio perché divorziata) e un affitto da pagare.
 Ho cercato una strada per risparmiare e vivere in modo più sobrio, ma con gioia! Una strada fatta di semplici accorgimenti e praticabile da chiunque abbia voglia di mettersi un po' in gioco, senza stravolgere la propria esistenza. Ho conosciuto il gruppo di “Decrescita Felice” e con il loro aiuto ho cambiato il mio modo di pensare.
 Ho imparato a creare un orto urbano, ho sposato la cucina macrobiotica ed ho studiato molto il metodo Kousmine per risolvere i miei problemi di salute. Ho imparato a preparare gustose ricette con le verdure, e a riutilizzare creativamente gli indumenti dismessi.
 Nulla si spreca, tutto può rinascere a nuova vita anche oggetti e materiale di scarto possono trasformarsi ed essere riutilizzati. Ho iniziato ad autoprodurre in modo economico i detersivi per la pulizia della casa, i detergenti per la persona e anche i prodotti per la cosmesi, a realizzare borse, collane, orecchini e molto altro. Ho iniziato a fare la spesa – se proprio è necessario – in modo più attento, consapevole e responsabile.
 Con l’uso di Facebook ho riscoperto l'economia del baratto (non tanto per scambiare oggetti, ma per condividere valori, saperi e solidarietà) e con l’aiuto di Raffaele (mio marito) ho visto come è possibile economizzare anche là dove sembra più difficile (su luce, gas, acqua).
Questo blog è un inno al fare piuttosto che al comprare, all'essere piuttosto che all'avere, ed è soprattutto un invito a ricercare il «ben-essere» nostro e dell’ ambiente nel quale viviamo.

martedì

La patata sgangherata

Eccoti cara mia bellissima patata rifiutata dalla catena commerciale e fatta diventare uno scarto.
Valore commerciabile uguale a zero. Da buttare! Neanche buona per il compost.

Mi è stata data da un commerciante della bassa veronese che non sopporta di essere costretto a buttare quintali e quintali di verdura solo perché non è esteticamente perfetta.
Il mondo è sempre più pieno di contraddizioni. In una situazione di crisi economica mondiale la metà degli sprechi avviene, a differenza di quanto si possa pensare, a monte, durante le prime fasi di produzione.
Ancora nei campi frutta e verdura troppo piccola o brutta da vedere viene scartata e buttata.
Come possiamo fare per evitare tutto questo? Oggi è necessario evitare in generale gli sprechi, ma soprattutto  imparare a riutilizzare o riciclare quando possibile.
La legge italiana di certo non ci aiuta perché punisce chi fa commercio di prodotti che non sono perfetti (e su questo potrei essere d’accordo)  ma impedisce però il dono a strutture caritatevoli.
Cina, Mongolia e Kazakistan: la quantità di cibo sprecata nel mondo ogni anno coprirebbe questa area geografica. L’ultimo rapporto della Fao (rilasciato a metà settembre) ha infatti stimato in 1,4 miliardi di tonnellate la quantità di rifiuti alimentari non consumati – pari a un terzo di quello che viene prodotto e a una perdita di circa 570milioni di euro in un anno.
Possibile che non si riesca a combattere lo spreco di cibo, donando a bisognosi  ciò che non è venduto dalle aziende??
La gente non immagina quanto cibo viene buttato nei ristoranti  o supermercati.
In città però  il fenomeno di  coloro che recuperano cibo dalla spazzatura, si vede tutte le sere.

Il mio obiettivo non è quello di svuotare i bidoni delle immondizie prima dell'arrivo dell'AMIA , ma ciò che, per varie ragioni, non può essere venduto (questione estetica della merce, eccessi di produzione o vicinanza alla data di scadenza) ricuperarlo dalle ditte o da privati generosi e darlo in beneficenza.
Bastano dei  volontari  che si occupano di raccogliere alimenti che poi vengono donati ai poveri.
Inoltre altro compito importante è quello di  sensibilizzare le persone circa le date di scadenza riportate sulle confezioni che spesso causano confusione nei consumatori che, nel dubbio, buttano prodotti che potrebbero essere ancora consumati (secondo un recente report dell’Università di Harvard e del National Resources Defense Council).
Ecco che da questi report ci rendiamo conto che  l'agricoltura può essere ecologica, riutilizzare tutti i suoi scarti ed arricchire il terreno di coltivazione. Esempio di una realtà che conosco:
Nella bassa veronese si coltiva di tutto.
I prodotti però devono essere bellissimi e quindi c'è molto scarto, ma anche lo scarto è bello! dico io!
Guardate la mia patata sgangherata ... sembra un'opera d'arte! 
Possibile che non se ne possa far nulla?
 L'idea nasce spontanea e pure il desiderio di comincia a studiare il modo per recuperare gli scarti e poter sperimentare  gli eccellenti sicuri risultati prodotti, dagli scarti.....
Gli sprechi alimentari costano al mondo più del PIL italiano. Superano ormai i 2000 miliardi. Andrea Segrè, direttore del Dipartimento di scienze e tecnologie agro-alimentari dell'Università di Bologna, ha analizzato i dati dell'ultimo rapporto Food Wastage Footprint, che contiene informazioni fornite dalla FAO.
 Le guerre, mascherate dietro motivazioni religiose, scoppiano per lo più per il controllo di risorse naturali, come acqua e fiumi, petrolio, foreste e terreni agricoli da destinare alla produzione di cibo. 

E' poi ancora troppo grande la piaga dei prodotti agricoli coltivati che rimangono sui campi e che non vengono destinati alla commercializzazione, ad esempio per il loro aspetto imperfetto che porta fornitori e supermercati a scartarli.

 Ogni anno il 30% del cibo prodotto nel mondo viene sprecato. Risolvere il problema degli sprechi alimentari e migliorare la distribuzione dei cibi verso chi non ha accesso al loro acquisto è forse l'unica strategia per arginare la fame nel mondo o avendo obiettivi più raggiungibili per alleviare la povertà che si vede nelle nostre città.
Anche perchè è evidente che l'aumento della produzione non si sta rivelando come uno strumento adatto, ma invece  come un'ulteriore fonte di spreco alimentare e di risorse.
 La colpa è in gran parte del settore alimentare e della grande distribuzione che guarda più al profitto che alle persone trasformando il povero in un criminale. 
 Un alimento gettato nella spazzatura è il simbolo di uno spreco molto più ampio, che non riguarda soltanto il denaro speso per acquistarlo, ma anche le risorse idriche, l'energia, i trasporti, l'inquinamento, gli investimenti economici e le emissioni di Co2 che risultano correlati alla sua produzione.
 Riflettiamo sempre bene prima di comprare e di gettare e facciamo la nostra parte riutilizzando sempre gli avanzi e prestando attenzione alle date di scadenza.
Credo che questo sia il minimo richiesto a tutti, anche se questo da solo non basta.


giovedì

CAMBIO VITA! ORA HO DECISO DI VOLERMI BENE!

Era da tanto che volevo farlo.
Uno di quei progetti  che avevo ultimamente nella mia testolina e che non riuscivo mai ad iniziare.
La mia vita frenetica  non me lo aveva mai permesso ma ultimamente ho dei grossi problemi di salute e quindi mi sono decisa.
Infatti  non c’è mai tempo, sufficientemente voglia  e non c’è mai abbastanza tranquillità, c’è sempre qualche posto dove andare e qualcosa da fare per tutti tranne che per me.
 Alla fine ho guardato la mia agenda e ho cominciato il regime alimentare  consigliato dal metodo Kousmine.
Il “via” me lo ha dato l’appuntamento con un gastroenterologo dell’ospedale di  Borgo Trento che mi dovrà fare la colonscopia.
Volutamente non dico chi è poiché non voglio fare pubblicità gratuita visto che già gli dovrò dare 290 euro per un lavoro che dura un quarto d’ora.
Non sono per le prestazioni a pagamento ma è ormai più di una settimana che ho molti disturbi sanitari e se aspettavo di fare la colonscopia passando da una richiesta del medico andavo ad ottobre!
Io sto male ora però quindi non ho alternative. Sto studiando alimentazione però e questo è importante.
Mentre studio per passione e non perchè sono costretta mi sento molto motivata e  tranquilla.  Leggo anche libri sul digiuno terapeutico e igienistico quello che mi entusiasma di più è comunque il metodo Kousmine.
 E’ un semplice metodo che  fornisce tutti i dati scientifici, materiali, le informazioni e le spiegazioni dei vari processi di disintossicazione rendendoli chiari anche a chi non è un medico.
Un metodo che ho cercato di portare avanti ma che non ho mai fatto seriamente.
 Il fulcro del discorso è comunque: cambiare vita!! Più riposo ed un sano regime alimentare che ti fa stare bene dentro e fuoriIl corpo in queste condizioni è in grado di svolgere pienamente l’autolisi.
L’autolisi è il processo attraverso il quale il corpo si nutre delle proprie riserve alimentari, determinando la liberazione delle tossine dai depositi che sono stati assorbiti dall’organismo.
I processi fisiologici della disintossicazione e dell’autolisi hanno una notevole valenza terapeutica: le osservazioni cliniche, di cui la letteratura è a conoscenza, riportano casi di guarigione anche eccezionale rispetto ai tradizionali sistemi terapeutici.
Ieri sera mi sono concessa l’ultimo pasto ma al contrario di molti non ho fatto un pasto luculliano di addio… mi sembrava una cosa un po’ sciocca intossicarmi ulteriormente e gravare sulla disintossicazione. Ho cenato con un’insalatona verde leggera, leggera un uovo e delle patate.
Ho trascorso quindi questa mattina oltre che in bagno anche a  studiare  il metodo Kousmine.
Come primo giorno (a parte il lassativo che mi fa correre!)  sento  che sto bene.
 Ho deciso allora di continuare con il  metodo Kousmine .
L’uso del blog mi stimola moltissimo a continuare questo percorso e non mollare perché altrimenti che figura ci faccio??

mercoledì

Ama e cambia il mondo senza guardare al pregiudizio ma alla ricchezza delle diversità

Un post un po’diverso   oggi: anziché parlare di attività associativa  voglio  parlare di me!
Non mi è capitato  spesso di scrivere dei post su di me  sul blog… Ma ora, lo voglio fare .
Ho avuto tre storie d’amore importanti  che mi hanno formato sentimentalmente, ovvero mi  hanno fatto crescere in quel percorso che, attraverso esperienze di contatto con gli altri, mi hanno portato  a maturare e ad avere una visione più completa del mondo e dei rapporti umani.
Nel corso della mia vita mi sono mossa  nel mondo alla ricerca di esperienze con l’altro sesso e con il mio stesso sesso senza cadere nel pregiudizio visto come  “peccato” (dalla Chiesa Cattolica) ma visto come risorsa frutto delle diversità delle persone. Ho pensato  solo alla persona che mi stava davanti nella sua integrità e completezza e non solo a quello che aveva tra le gambe.
Attraverso il mio percorso di vita ho cercato di  comprendere meglio me stessa e gli altri.
Mi voglio raccontare in post che spero possano essere  interessanti anche per altre donne che vogliano mettersi in gioco nella vita, come ho fatto io che mi sono  lasciata  cambiare dagli eventi ed ho cercato di affrontare  la vita sconfiggendo la paura.
 Anche questo  modo di scrivere on line in un post in fondo non è altro che un modo per affrontare la vita tentando di sconfiggere la paura della morte.
Qui verrete  a conoscere i miei  più intimi pensieri. Cercherò di  coinvolgervi  in avventure che parlano d’amore, azioni di coraggio per poi indugiare ed avere paura, anche a causa di imprevedibili circostanze, per poi alla fine fermarsi nell’eros o nell’amicizia.

Spero di aver azzeccato il titolo: Il messaggio che voglio dare è   “Ama e cambia il mondo senza guardare al pregiudizio ma alla ricchezza delle diversità”
Se poi nel corso dei post mi renderò conto che non è corretto allora cambierò titolo (Visto che questo mi permette di fare l’ WEB) .
A rendere il racconto diverso  da una serie di  semplici avventure, o avvenimenti voglio essere io,  la  protagonista, della mia storia,  ingenua  ma anche sensibile, aperta nel  cercare di capire il senso delle cose.
Mi sono chiesta : perché gli altri mi dovrebbero leggere?
Risposta: Perché è gratis! Ma solo questo non basta.
Perché  è interessante come Blog!

Ecco ! forse questo ci può stare vista la mia inesperienza nello scrivere che  si scontra con tutti quei bravi e competenti ragazzi/ e che scrivono spesso nei blog.
QUESTO BLOG NON E' UNA TESTATA GIORNALISTICA: VIENE AGGIORNATO CON CADENZA CASUALE A SECONDA DEGLI UMORI DELL'AUTRICE. PERTANTO NON E' E NON VUOLE ESSERE UN PRODOTTO EDITORIALE, AI SENSI DELLA L. 62 DEL 07.03.2001, BENSI' UN SEMPLICE DIARIO PERSONALE E CONDIVISO DI CHIACCHERE IN LIBERTA'. Ogni persona o luogo citato nei post/racconti del diario è da considerare frutto di fantasia e se corrisponde a persone o fatti accaduti ciò è puramente casuale.