Una conservazione molto sana e naturale è la conservazione in salamoia.
Mondare le verdure, sbucciarle e tagliarle a cubetti se si pensa di usarle per l'insalata russa, a pezzi più grossi se si impiegheranno come contorno misto. Distribuirle in vasi piccoli e premere o battere i vasi in modo che non restino spazi vuoti. Far bollire per 5 minuti acqua e sale (100 grammi di sale per litro d'acqua).
lunedì
Io non compro più lievito per pane o lievito per dolci perchè uso il lievito madre
In
questa epoca di crisi sono molte le donne come me che cercano di arrangiarsi e
preparare in casa alcuni
alimenti diventati troppo costosi per il bilancio familiare ma
pensando anche a tutti gli additivi che ci mettono dentro per niente sani e
naturali.
Autoprodurre
è sì un buon modo per risparmiare ma
anche un modo per dare benessere alla famiglia. Il pane è senz’altro uno di
questi ma la pasta madre è comunque utile anche per preparare dolci di stagione
come panettoni, pandori o colombe o la buonissima torta di mele e amaretti
fatta l’altra sera ed ormai quasi finita.
La pasta
madre, detta
anche pasta acida, oltre che lievito naturale o lievito madre, nell’immaginario
collettivo è assimilato ad una sorta di blob appiccicoso, dal comportamento tanto
imprevedibile da spaventare chiunque.
Con una
buona dose di pazienza e comprendendo a fondo i meccanismi che ne regolano la
fermentazione, si può ottenere, in realtà, un buon composto, sano e attivo per
decenni.
La preparazione classica della pasta madre comincia da un
impasto acido spontaneo ottenuto con la lievitazione, innescata in un impasto
di farina e acqua: questo impasto deve essere lasciato acidificare spontaneamente,
permettendo così lo sviluppo di varie specie di batteri.
Ingredienti dell’impasto per preparare la pasta madre.
§ 200 gr
di pasta acida
§ 200 gr
di farina integrale o di manitoba tipo 0
§ 100 ml
di acqua tiepida
Per me è stato molto facile poiché mi è bastato farmene dare un
po’ (circa 200 gr. ) da un caro amico che aveva appena fatto il “rinfresco”. Si
capiva anche dal profumo, sprigionava un gradevole profumo d’aceto.
Ho preso quindi quel lievito madre e l’ho conservato in frigo per 5/6 giorni.
Ho preso quindi quel lievito madre e l’ho conservato in frigo per 5/6 giorni.
Trascorso
questo tempo, è necessario rinfrescarlo di nuovo, con la stessa procedura che
mi aveva spiegato il mio amico.
Ho pesato
l’impasto (200 gr.) e aggiunto la
medesima quantità di farina e il 50% dell’acqua indicata nelle dosi (100
ml)
L’ho lasciato
per 6 ore a temperatura ambiente, sempre ricoperto dal panno umido e dalla
pellicola, per poi riporlo nuovamente in frigo.
Per poter conservare il lievito madre negli anni, occorre ripetere per sempre il rinfresco ogni 5/6 giorni.
Ed anche questa autonomia è stata raggiunta.
Alimentazione del cagnolino
Bellissima giornata ieri, io e Raffaele abbiamo festeggiato il compleanno di mia cognata e mio cognato.
Siamo andati a mangiare con dei loro amici e parenti (io e Raffaele eravamo tra i parenti!:-)) e casualmente mi sono trovata seduta con donne della mia età che avevano le mie stesse passioni ed hobby.
Ho raccontato di Fiocco il mio cagnolino con il quale mi trovo ultimamente ad affrontare un problema di allergia alimentare << continua a leggere>>
venerdì
Riprendiamoci la nostra libertà … che si traduce anche in felicità del non comprare.!
Io sono una sostenitrice,
a modo mio, di un certo stile di vita, e penso che non comprare cose inutili è un
modo per votare, per esprimere un giudizio politico, etico, morale.
Questo è il mio
modo di dire no alla corsa al consumismo compulsivo, risultato di una società
che si annoia da morire.
Questo è il mio
modo di dire basta a chi definisce se stesso una persona di valore in base al
valore di cio' che compra.
E’ il mio modo
di dire basta ad una società fatta di persone che comprano per passare il
tempo, per placare l'ansia, per soddisfare desideri indotti, per sentirsi viva
e libera.
Cerco quindi,
passo dopo passo di proseguire il cammino della ricerca di eliminare le cose inutili
da comprare. E’ ormai un anno intero, che ho l’obiettivo di acquistare il meno
possibile.
Quest’anno ho
deciso di aderire al buy nothing day, http://www.vivere-semplice.org/2012/11/23/buy-nothing-day/
E’ un giorno
dedicato al “non acquisto”. Si decide per un giorno di non acquistare prodotti
non di prima necessita, e di estendere questo giorno ad un anno intero. Un anno
di non acquisto. Niente cose inutili ma anche niente libri, film, concerti e
niente vino, ma anche niente cotton fiock.
Certo! Ti
chiederai " Ma i cotton fiock sono un lusso o una necessità?”
Ma che lusso!...
Sono una caz …zata (scusate volevo dire stupidaggine) .
Insomma, si passa dal condivisibile obiettivo
di staccarsi dalla mania ormai consolidata di concedersi il quotidiano acquisto
inutile, giusto per il gusto o l'abitudine di farlo, all'estremo opposto.
Noi ex
consumatori incalliti siamo arrivati alla necessità di mantenere fede ad un
obiettivo:
“quello di non comprare”.
Già sto
sperimentando questo nuovo stile di vita.
Sono passata da
orgogliosa programmatrice dello sciopping, a trasformarmi a tratti in una donna insicura e piena di
complessi di inferiorità (faccio tutto questo solo per risparmiare? … ci credo
veramente? ).
Si, perchè ci
sono momenti in cui la mia forza si
trasforma in insicurezza, sotto la pressa del giudizio degli altri. Il fatto è
che le persone sono talmente immerse nella convinzione di continuare ad essere consumatori
incalliti e inconsapevoli che neanche si rendono conto di essere schiavi di un
sistema che li obbliga a desiderare/comprare/consumare.
Quindi chiunque si ponga in modo critico davanti a questo assunto
viene guardato con sospetto. E' un pazzo? Un reazionario? Un tirchio? Un
poveraccio?
-
Si perchè non puo'
esserci altra ragione se non compri.
Insinua la tua più cara amica.
-
Oppure sei diventata una puritana.
Cerca di persuaderla l’altra, sempre dolce e cara amica del cuore che ti
guarda con preoccupazione!
-
Tu cara Luigia ormai sei
una di quelle che vedono nel non-acquisto i valori dell'austerità e della
frugalità tipici di un certo cristianesimo di bassa lega, e lasciamelo dire è una
cosa anche un po’ da squilibrati che si divertono a criticare il mondo in cui vivono!
-
Cosa c'è che non va
nel mondo in cui viviamo?
Mi chiedono entrambe con visibile ansia.
-
Ma si! Diciamolo pure
tra noi che ti vogliamo bene: In questo sei una rivoltosa!
-
Se nessuno comprasse
dove andremo a finire ? … lo dicono anche in televisione che l’economia gira in
questo modo!
-
Per me… sei semplicemente
una donna avara, una talmente attaccata ai soldi che dà motivazioni
intellettuali per una scelta di dubbia moralità, ma in verità la tua è spilorceria,
oppure sei semplicemente una che di soldi non ne ha quindi è inutile che ti dia pena su come spenderli…
Certamente con
delle amiche del cuore così un po’ di insicurezza ti viene!... oh no?
La speciale categoria di chi
si rifiuta di comprare l'inutile
Bene, si da il
caso che ci sia anche un'altra categoria oltre a quella descritta sopra dalle
mie care amiche che è quella di cui sento di far parte anch’io e non solo io.
Si tratta di un
gruppo di persone che si sono stancate degli eccessi del lavoro full-time
(lavoro, guadagno quindi spendo), degli stress della vita cittadina (guadagno
quindi mi posso permettermi un appartamento in centro) e che decidono di fare
un passo indietro, in molti modi diversi, ma tutti accomunati dalla ricerca di
uno stile di vita meno dispendioso, meno dipendente dalle scadenze e dai doveri
della società e quindi anche meno stressante.
Ho conosciuto
persone che hanno venduto la loro casa e sono andate a vivere in campagna.
![]() |
| Riprendetevi i vostri soldi!!! |
Ci hanno fatto
credere che i soldi danno la felicità e noi ci siamo cascati!!
Ora in modo più consapevole riprendiamoci la nostra libertà
… che si traduce anche in felicità del non comprare.!
mercoledì
Conserva di peperoncino piccante
Ho realizzato questa
mia conserva di peperoncini piccanti semplici e assolutamente da provare.
Mi hanno regalato dei
peperoncini poiché sanno che sono amante
dei cibi dal gusto saporito e voglio avere sempre a disposizione una scorta di
bruciante condimento. Spesso, passata la stagione dei peperoncini,
rimpiangevo di non averli a disposizione da utilizzare nelle mie pietanze.
Oltre a conservare il peperoncino fresco direttamente nel
congelatore, (come ho fatto in passato) vi proponiamo questa ricetta per
confezionare dei barattoli di peperoncini
piccanti da
tenere in dispensa, e anche da regalare ad amici e parenti.
Ingredienti per la
conserva di peperoncini piccanti
·300
grammi di peperoncini piccanti freschi e sodi
·
·
500 ml di olio extravergine di oliva
·
Sale grosso q.b.
Preparazione
1.
Cominciamo col dire che è meglio, per tutti i passaggi della
ricetta, utilizzare un paio di guanti in lattice, quelli usa-e-getta andranno
benissimo, così da evitare che la capsaicina contenuta nei peperoncini rimanga
sulle mani a svolgere la sua azione irritante (anche per giorni).
2.
Pulire con un panno pulito i peperoncini, strofinandoli senza
metterli sotto l’acqua. Se sono molto sporchi si può inumidire il panno, ma i
peperoncini devono poi essere asciugati perfettamente.
3.
Tagliare in due ogni peperoncino nel verso della lunghezza, in
modo da ottenere due metà perfettamente speculari.
4.
Stendere un canovaccio pulito in uno scolapasta, spolverare una
manciata di sale, porre uno strato di peperoncini piccanti, ricoprire con altro
sale e continuare alternando i due ingredienti fino a terminare gli strati
(finire con il sale).
5.
Piazzare su questo cumulo un peso su di un piatto: bisogna
ottenere una pressa (io ho usato una pentola a pressione piena d’acqua). In
questo modo il sale e il peso favoriranno la fuoriuscita dell’acqua in eccesso
nei peperoncini. Mettere nel lavandino per raccogliere l’acqua che sgocciolerà.
Fare riposare in questo modo per tutta la notte.
6.
Passato questo tempo, togliere il sale dai peperoncini
aiutandovi con della carta da cucina, ma non utilizzare acqua.
7.
Adagiare i peperoncini in vasetti perfettamente puliti e
sterilizzati, e ricoprirli con l’olio. L’olio deve sempre coprire totalmente i
peperoncini, per evitare la formazione di muffe che renderebbero inutilizzabile
la nostra conserva, quindi mano a mano che usate la conserva, ricordate di
aggiungere dell’olio.
8.
Mettere a riposare i barattoli di conserva in luogo fresco e
asciutto, e cominciare a consumarli dopo almeno due settimane.
9.
Se si preferisce usare i peperoncini secchi, basta metterli
direttamente nell’olio dopo averli sminuzzati o tritati grossolanamente, a
seconda del gusto.
Deodorante naturale fai da te
Ecco cosa serve per farvi
in casa un deodorante naturale fai da te con gli ingredienti ed il procedimento
spiegato passo passo in modo molto semplice.
Alcuni studi scientifici avrebbero messo in evidenza i rischi collegati all’insorgere di tumori al seno e di alcune malattie neurologiche per la presenza dei conservanti come i parabeni, mentre sostanze come triclosan ed etanolocon funzione antisettica hanno dubbi effetti.
Alcuni studi scientifici avrebbero messo in evidenza i rischi collegati all’insorgere di tumori al seno e di alcune malattie neurologiche per la presenza dei conservanti come i parabeni, mentre sostanze come triclosan ed etanolocon funzione antisettica hanno dubbi effetti.
Sono davvero sicuri
i deodoranti che acquistiamo nei supermercati? O possono danneggiare la nostra salute?
Bisogna fare
attenzione anche ai deodoranti con forte azione antitraspirante, perché è
proprio attraverso la traspirazione il nostro organismo elimina le
tossine e impedire questo processo può provocare, con il tempo, un
accumulo a livello ghiandolare e costituire un primo passo verso la formazione
di cellule tumorali.
Altre sostanze
pericolose sono l’alluminio e lo zirconio (sull’etichetta sono
indicati comealuminium, zirconium, tetrachlorohydrex e aluminium chlorohydrate),
perché sospettate di ostruire la traspirazione e restare in circolo nel nostro
organismo.
Per ovviare a rischi
alla salute, per evitare di introdurre nel nostro organismo sostanze chimiche,
possiamo fare una scelta ecologica e fai-da-te, come
ricorrere ai deodoranti naturali oppure produrceli a casa.
Un buon rimedio è il bicarbonato,
perché antisettico e battericida.
In un contenitore spray ho diluito 4 cucchiai di
bicarbonato di sodio in 250 ml di acqua distillata. Ho atteso almeno 1 ora
che la polvere si depositi sul fondo.
Ho messo alcune
essenze profumate come la lavanda ed il tea tree, che sono antibatterici,
la menta che è rinfrescante, mentre altri, palmarosa, salvia sclarea e limone hanno proprietà deodoranti.
Ora basta spruzzare
sulle ascelle ma anche sulle piante dei piedi.
Facile, no?
martedì
La mia bicicletta pieghevole
Arrivata al furto della mia ennesima bici mi sono decisa di
acquistare una bici pieghevole.
Ho imparato un po’ di
cose in seguito ai furti subiti ed ora dopo l’ennesimo, che ormai non denuncio più visto che i carabinieri non provano neanche a cercare di ritrovare
le bici. Così dopo aver chiesto ad alcuni miei compagni di viaggio in treno l'utilità del mezzo ne ho trovata una usata
cercando su Internet.
Bellissima! Sembra
nuova . La piccola esperienza di questi due mesi fatti su e giù per i treni con
la mia bici, vi può aiutare a togliere (o a far venire) qualche dubbio
sull'acquisto vista (la bassa diffusione delle bici pieghevoli). C'è una grande curiosità su questo nuovo/vecchio mezzo di trasporto che spesso lascia ambito a idee non
sempre corrispondenti al vero (me ne accorgo da molte domande che ricevo quando
giro con la mia bici verde acceso).
Ho pensato quindi di condividere questo post, sperando sia
di utilità per chi sta pensando di fare questa scelta. Per prima cosa credo sia
utile mettere nero su bianco i molti vantaggi che una bici pieghevole ha.
Elencando anche i limiti così da avere un quadro completo della situazione.
- Trasportabilità. A seconda dei modelli una bici pieghevole è facilmente stivabile nel bagagliaio di una macchina (in alcuni casi anche piccola) per spostarsi ogni giorno in città o nei week-end. Quasi tutti i modelli di pieghevole sono facilmente caricabili su un treno. Senza problemi su quelli a lunga percorrenza, con un minimo di accortezza anche su quelli da pendolari (nei vecchi treni le porte sono strette e la bici bisogna piegarla bene per farla passare). Inoltre attenti alle fermate intermedie, se non la tenete sott’occhio o non l’avete legata. Con una bici pieghevole si può evitare il divieto e caricare bici su Metropolitane e Tram anche nelle ore di punta e ci si può muovere agevolmente su lunghi tragitti urbani con intermodalità. Per finire alcuni modelli consentono il trasporto anche come bagaglio a mano in aereo, tutti come bagaglio in stiva senza ricorrere allo sportello “bagagli straordinari”.
- Custodia. Essendo pieghevole e scendendo quindi a dimensioni ridotte, la bici pieghevole è facilmente riponibile in quasi ogni spazio. Si può tenere in appartamento evitando sia l’esposizione ai fattori meteorologici sia i rischi di furti o danneggiamento in strada o cortile. Io la tengo in cantina per non avere la difficoltà di fare le scale tutte le volte che la porto a casa. Se maneggiata con intelligenza ed educazione di solito è ben accetta nei ristoranti, bar o negozi. Consentendo di tenerla accanto a sé e limitando o eliminando i momenti in cui è lasciata incustodita. Spesso le operazioni di piega (anche parziale per un veloce caffè al bar) sono molto più rapide che quelle di incatenamento.
- I vantaggi dati dalla taglia o da altri fattori. Le ridotte dimensioni hanno come primo effetto quello di esaltarne la leggerezza e manovrabilità. Le bici pieghevoli solitamente pesano tra i 10 e i 15kg, ancora più di una bici da corsa in carbonio, ma meno di quasi tutte le bici “normali”. Le ruote di dimensioni contenute, seppur compromettendo in minima parte la stabilità e la velocità, consentono (specialmente nei tragitti urbani) una grande facilità di curva, manovra e passaggio in mezzo al traffico.
- Tendono a confondersi meno con le altre bici e si prestano facilmente a diventare strumenti di aiuto alla vita quotidiana, potete usarle anche come carrelli della spesa o seggiolini sui mezzi pubblici o per trasportare valigie o pesi lungo gli spostamenti. Per finire può diventare mezzo di trasporto di nuove forme di turismo smart e sostenibile, per lunghi viaggi su due ruote o per un week-end per borghi o città da girare in lungo e in largo con comodità.
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QUESTO BLOG NON E' UNA TESTATA GIORNALISTICA: VIENE AGGIORNATO CON CADENZA CASUALE A SECONDA DEGLI UMORI DELL'AUTRICE. PERTANTO NON E' E NON VUOLE ESSERE UN PRODOTTO EDITORIALE, AI SENSI DELLA L. 62 DEL 07.03.2001, BENSI' UN SEMPLICE DIARIO PERSONALE E CONDIVISO DI CHIACCHERE IN LIBERTA'. Ogni persona o luogo citato nei post/racconti del diario è da considerare frutto di fantasia e se corrisponde a persone o fatti accaduti ciò è puramente casuale.







