martedì

Io non compro più pane industriale ma il pane me lo faccio io in casa!

E' trascorso ormai  un anno che Raffaele, mio marito, mi ha regalato la macchina per fare il pane econ immensa soddisfazione ora  mi faccio il pane in casa.
Chiaramente quando si risparmia denaro in questo modo, si penalizza il proprio tempo: bisogna partire dalle materie prime, e quindi dedicare almeno un’ora (o anche due ore) al giorno per cucinare, trovare gli ingredienti, pulire le verdure, fare il pane in casa… Ma del resto con un budget ridotto non si può pensare di comprare alimenti pronti, che poi, se proprio vogliamo, non fanno nemmeno così bene.
Partiamo dalle basi, per esempio facendo il pane in casa.
Per preparare un chilo e mezzo di pane fatto in casa ci occorrono: 1 kg di farina tipo 00, 20 grammi di sale, circa 400 grammi di acqua tiepida e 30 grammi di lievito di birra fresco. Più è lunga la lievitazione, più sarà soffice il pane. Ora ho iniziato ad usare anche il lievito madre che vi assicuro lievita benissimo.
Inoltre ne faccio ogni volta una abbondante quantità in modo da metterlo nel congelatore e tirarlo fuori quando serve.

Biscotti senza burro al cacao

Fatti con le mie mani!!!
Buonissimi in 10 minuti di forno a 180°
Un impasto semplice fatto di farina integrale, lievito e zucchero di canna. Mescolare quindi con miele acqua e cacao. Infornare e voilà!

lunedì

Conservazione in salamoia

Una conservazione molto sana e naturale è la conservazione in salamoia.
Mondare le verdure, sbucciarle e tagliarle a cubetti se si pensa di usarle per l'insalata russa, a pezzi più grossi se si impiegheranno come contorno misto. Distribuirle in vasi piccoli e premere o battere i vasi in modo che non restino spazi vuoti. Far bollire per 5 minuti acqua e sale  (100 grammi di sale per litro d'acqua).

Lasciar raffreddare e coprire le verdure arrivando a un dito dal bordo. Chiudere e sterilizzare per 20 minuti. Lasciar raffreddare nell'acqua della sterilizzazione e conservare in un luogo buio, fresco e asciutto.

Prima dell'uso, è bene sciacquare le verdure e asciugarle se si pensa di usarle per l'insalata russa, sciacquarle e procedere con la preparazione se si vuole invece adoperarle per fare una zuppa o un contorno misto.

 Il grande vantaggio di questa semplice giardiniera lo si ha d'inverno, perché consente di preparare saporiti piatti "estivi" in pochi minuti.

Io non compro più lievito per pane o lievito per dolci perchè uso il lievito madre

 In questa epoca di crisi sono molte le donne come me che cercano di arrangiarsi e preparare in casa alcuni alimenti diventati troppo costosi per il bilancio familiare ma pensando anche a tutti gli additivi che ci mettono dentro per niente sani e naturali.
Autoprodurre  è sì un buon modo per risparmiare ma anche un modo per dare benessere alla famiglia. Il pane è senz’altro uno di questi ma la pasta madre è comunque utile anche per preparare dolci di stagione come panettoni, pandori o colombe o la buonissima torta di mele e amaretti fatta l’altra sera ed ormai quasi finita.
La pasta madre, detta anche pasta acida, oltre che lievito naturale o lievito madre, nell’immaginario collettivo è assimilato ad una sorta di blob appiccicoso, dal comportamento tanto imprevedibile da spaventare chiunque.
Con una buona dose di pazienza e comprendendo a fondo i meccanismi che ne regolano la fermentazione, si può ottenere, in realtà, un buon composto, sano e attivo per decenni.
La preparazione classica della pasta madre comincia da un impasto acido spontaneo ottenuto con la lievitazione, innescata in un impasto di farina e acqua: questo impasto deve essere lasciato acidificare spontaneamente, permettendo così lo sviluppo di varie specie di batteri.

Ingredienti dell’impasto per preparare la pasta madre.

§  200 gr di pasta acida
§  200 gr di farina integrale o di manitoba tipo 0
§  100 ml di acqua tiepida
Per me è stato molto facile poiché mi è bastato farmene dare un po’ (circa 200 gr. ) da un caro amico che aveva appena fatto il “rinfresco”. Si capiva anche dal profumo, sprigionava un gradevole profumo d’aceto.
 Ho preso quindi quel
 lievito madre e l’ho conservato in frigo per 5/6 giorni.
Trascorso questo tempo, è necessario rinfrescarlo di nuovo, con la stessa procedura che mi aveva spiegato il mio amico.
Ho pesato l’impasto (200 gr.) e aggiunto  la medesima quantità di farina e il 50% dell’acqua indicata nelle dosi (100 ml)
L’ho lasciato per 6 ore a temperatura ambiente, sempre ricoperto dal panno umido e dalla pellicola, per poi riporlo nuovamente in frigo.
Per poter conservare il lievito madre negli anni, occorre ripetere per sempre il rinfresco ogni 5/6 giorni.

Ed anche questa autonomia è stata raggiunta.

Alimentazione del cagnolino

Bellissima giornata ieri, io e Raffaele abbiamo festeggiato il compleanno di mia cognata e mio cognato.
Siamo andati a mangiare con dei loro amici e parenti (io e Raffaele eravamo tra i parenti!:-)) e casualmente mi sono trovata seduta con donne della mia età che avevano le mie stesse passioni ed hobby.
Ho raccontato di Fiocco il mio cagnolino con il quale mi trovo ultimamente ad affrontare un problema di allergia alimentare  << continua a leggere>>

venerdì

Riprendiamoci la nostra libertà … che si traduce anche in felicità del non comprare.!

Io sono una sostenitrice, a modo mio, di un certo stile di vita, e penso che non comprare cose inutili è un modo per votare, per esprimere un giudizio politico, etico, morale.
Questo è il mio modo di dire no alla corsa al consumismo compulsivo, risultato di una società che si annoia da morire.
Questo è il mio modo di dire basta a chi definisce se stesso una persona di valore in base al valore di cio' che compra.
E’ il mio modo di dire basta ad una società fatta di persone che comprano per passare il tempo, per placare l'ansia, per soddisfare desideri indotti, per sentirsi viva e libera.
Cerco quindi, passo dopo passo di proseguire il cammino della ricerca di eliminare le cose inutili da comprare. E’ ormai un anno intero, che ho l’obiettivo di acquistare il meno possibile.
E’ un giorno dedicato al “non acquisto”. Si decide per un giorno di non acquistare prodotti non di prima necessita, e di estendere questo giorno ad un anno intero. Un anno di non acquisto. Niente cose inutili ma anche niente libri, film, concerti e niente vino, ma anche niente cotton fiock.
Certo! Ti chiederai " Ma i cotton fiock sono un lusso o una necessità?”
Ma che lusso!... Sono una caz …zata (scusate volevo dire stupidaggine) .
 Insomma, si passa dal condivisibile obiettivo di staccarsi dalla mania ormai consolidata di concedersi il quotidiano acquisto inutile, giusto per il gusto o l'abitudine di farlo, all'estremo opposto.
Noi ex consumatori incalliti siamo arrivati alla necessità di mantenere fede ad un obiettivo:
“quello di non comprare”.
Già sto sperimentando questo nuovo stile di vita.
Sono passata da orgogliosa programmatrice dello sciopping, a trasformarmi  a tratti in una donna insicura e piena di complessi di inferiorità (faccio tutto questo solo per risparmiare? … ci credo veramente? ).
Si, perchè ci sono momenti in cui la mia  forza si trasforma in insicurezza, sotto la pressa del giudizio degli altri. Il fatto è che le persone sono talmente immerse nella convinzione di continuare ad essere consumatori incalliti e inconsapevoli che neanche si rendono conto di essere schiavi di un sistema che li obbliga a desiderare/comprare/consumare.

Quindi chiunque si ponga in modo critico davanti a questo assunto viene guardato con sospetto. E' un pazzo? Un reazionario? Un tirchio? Un poveraccio?

-         Si perchè non puo' esserci altra ragione se non compri.
Insinua la tua più cara amica.
-         Oppure  sei diventata una puritana.
Cerca di persuaderla l’altra, sempre dolce e cara amica del cuore che ti guarda con preoccupazione!
-         Tu cara Luigia ormai sei una di quelle che vedono nel non-acquisto i valori dell'austerità e della frugalità tipici di un certo cristianesimo di bassa lega, e lasciamelo dire è una cosa anche un po’ da squilibrati che si divertono  a criticare il mondo in cui vivono!
-         Cosa c'è che non va nel mondo in cui viviamo?
Mi chiedono entrambe con visibile ansia.
-         Ma si! Diciamolo pure tra noi che ti vogliamo bene: In questo sei una rivoltosa!
-         Se nessuno comprasse dove andremo a finire ? … lo dicono anche in televisione che l’economia gira in questo modo!
-         Per me… sei semplicemente una donna avara, una talmente attaccata ai soldi che dà motivazioni intellettuali per una scelta di dubbia moralità, ma in verità la tua è spilorceria, oppure sei semplicemente una che di soldi non ne ha quindi è inutile che ti  dia pena su come spenderli…
Certamente con delle amiche del cuore così un po’ di insicurezza ti viene!... oh no?

La speciale categoria di chi si rifiuta di comprare l'inutile

Bene, si da il caso che ci sia anche un'altra categoria oltre a quella descritta sopra dalle mie care amiche che è quella di cui sento di far parte anch’io  e non solo io.
Si tratta di un gruppo di persone che si sono stancate degli eccessi del lavoro full-time (lavoro, guadagno quindi spendo), degli stress della vita cittadina (guadagno quindi mi posso permettermi un appartamento in centro) e che decidono di fare un passo indietro, in molti modi diversi, ma tutti accomunati dalla ricerca di uno stile di vita meno dispendioso, meno dipendente dalle scadenze e dai doveri della società e quindi anche meno stressante.
Ho conosciuto persone che hanno venduto la loro casa e sono andate a vivere in campagna.
Riprendetevi i vostri soldi!!!
Persone che smettono di andare in macchina, altri che decidono di lasciare un lavoro full-time e si accontenta di uno stipendio inferiore in cambio di ore in più per godersi la vita. Non è necessario privarsi totalmente del potere di acquisto per capire quanto ne siamo condizionati inconsapevolmente, basta solo guardarci intorno per vedere l'orgia collettiva del consumismo, che ha sempre meno a che fare con il piacere e sempre di più con la schiavitù.
Ci hanno fatto credere che i soldi danno la felicità e noi ci siamo cascati!!

Ora in modo più consapevole riprendiamoci la nostra libertà … che si traduce anche in felicità del non comprare.!

mercoledì

Conserva di peperoncino piccante

Ho realizzato questa mia  conserva di peperoncini piccanti semplici e assolutamente da provare.
Mi hanno regalato dei peperoncini  poiché sanno che sono amante dei cibi dal gusto saporito e voglio  avere sempre a disposizione una scorta di bruciante condimento. Spesso, passata la stagione dei peperoncini, rimpiangevo di non averli a disposizione da utilizzare nelle mie pietanze. Oltre a conservare il peperoncino fresco direttamente nel congelatore, (come ho fatto in passato) vi proponiamo questa ricetta per confezionare dei barattoli di peperoncini piccanti da tenere in dispensa, e anche da regalare ad amici e parenti.
Ingredienti per la conserva di peperoncini piccanti 
·                         300 grammi di peperoncini piccanti freschi e sodi
·                         500 ml di olio extravergine di oliva
·                         Sale grosso q.b.

Preparazione

1.                              Cominciamo col dire che è meglio, per tutti i passaggi della ricetta, utilizzare un paio di guanti in lattice, quelli usa-e-getta andranno benissimo, così da evitare che la capsaicina contenuta nei peperoncini rimanga sulle mani a svolgere la sua azione irritante (anche per giorni).
2.                              Pulire con un panno pulito i peperoncini, strofinandoli senza metterli sotto l’acqua. Se sono molto sporchi si può inumidire il panno, ma i peperoncini devono poi essere asciugati perfettamente.
3.                              Tagliare in due ogni peperoncino nel verso della lunghezza, in modo da ottenere due metà perfettamente speculari.
4.                              Stendere un canovaccio pulito in uno scolapasta, spolverare una manciata di sale, porre uno strato di peperoncini piccanti, ricoprire con altro sale e continuare alternando i due ingredienti fino a terminare gli strati (finire con il sale).
5.                              Piazzare su questo cumulo un peso su di un piatto: bisogna ottenere una pressa (io ho usato una pentola a pressione piena d’acqua). In questo modo il sale e il peso favoriranno la fuoriuscita dell’acqua in eccesso nei peperoncini. Mettere nel lavandino per raccogliere l’acqua che sgocciolerà. Fare riposare in questo modo per tutta la notte.
6.                              Passato questo tempo, togliere il sale dai peperoncini aiutandovi con della carta da cucina, ma non utilizzare acqua.
7.                              Adagiare i peperoncini in vasetti perfettamente puliti e sterilizzati, e ricoprirli con l’olio. L’olio deve sempre coprire totalmente i peperoncini, per evitare la formazione di muffe che renderebbero inutilizzabile la nostra conserva, quindi mano a mano che usate la conserva, ricordate di aggiungere dell’olio.
8.                              Mettere a riposare i barattoli di conserva in luogo fresco e asciutto, e cominciare a consumarli dopo almeno due settimane.

9.                              Se si preferisce usare i peperoncini secchi, basta metterli direttamente nell’olio dopo averli sminuzzati o tritati grossolanamente, a seconda del gusto.
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