mercoledì

«non ci vado! Questo è un tuo sogno non il mio! »

Ho ormai 53 anni e vivo in un paese del nord Italia. Studi umanistici, un diploma magistrale, un attestato di programmatore tecnico e poi attestati vari nell'attesa di trovare un lavoro.
Durante la scuola e dopo il diploma ho iniziato con qualche lavoretto saltuario nel mondo agricolo prima nella lavorazione delle mele e poi come segretaria di una cooperativa agricola.
Finalmente nel 1988 una «vera e stabile assunzione». Ho vinto un concorso pubblico e ho avuto l’illustre contratto a tempo indetermina. Felicissima mi sono sentita sistemata!

Ho trascorso  ventotto lunghi anni da impiegata in una grande azienda sanitaria e nel frattempo mi sono sposata per ben due volte ed ho avuto due bellissime figlie.
Oggi mi trovo  con uno stipendio da 1300 euro al mese poichè sono riuscita ad ottenere un par-time verticale così da rimanere a casa tutti i lunedì dal lavoro.
 La mia si può definire una vita “normale”, con un lavoro “normale” e una routine “normale”, anzi in un periodo di crisi come questo sono una donna fortunata. Fino a qualche anno fa stavo abbastanza bene, ed ero tranquillamente rassegnata a lavorare fino al momento della pensione, poi ho cominciato ad essere sempre più insofferente.
Oggi, grazie a un momento di illuminazione (o di pazzia) ho deciso di cambiare vita e di dedicare tutte le mie energie per fare in modo di smettere di lavorare, per godermi alcuni anni della mia vita libera, per coltivare le mie passioni e scegliere ogni giorno come impiegare il mio tempo.
Mi sento sempre più schiava del lavoro e penso che questo lavoro mi ha dato sì uno stipendio ma mi ha tolto molti momenti importanti della mia vita che avrei voluto dedicare alla famiglia.
Così è successo che navigando su internet ho letto di storie come Francesco Narmenni e Stefania Rossini ed ho provato molta ammirazione nei loro confronti.
Loro sì ce l'hanno fatta!
Voglio lasciare il mio lavoro e per fare questo devo programmare la mia uscita dalla schiavitù fra cinque anni. Prima devo crearmi le basi per sopravvivere senza stipendio fino al giorno della pensione.
Ad un certo punto mi sono resa conto che la mia vita è solo l’insieme di azioni automatiche che faccio senza chiedermi perché, o solo perchè mi sono state ordinate dalla mia responsabile.
Ho visto troppe ingiustizie, mobbing, sotterfugi e bocconi amari mandati giù cercando di farmi una corazza per sopportare tutto, per continuare a restare qui in questo posto.
Mi sono creata delle passioni fuori dal lavoro ma il problema è sempre quello  «odio il mio lavoro e lo faccio solo per avere dei soldi  il 27 del mese» .
Oggi è stata più dura delle altre volte!
Mia figlia ieri ha partecipato alla selezione (scritta) per frequentare un corso per operatore socio sanitario (OSS). E' stata ammessa all'orale.
Questa mattina doveva fare l'orale ma mi ha detto:
 «non ci vado! Questo è un tuo sogno non il mio! Io voglio seguire i miei sogni e trovare il mio lavoro, anche se precario e mal pagato ma voglio fare un lavoro che mi appassiona.» 

Una ragazza così giovane mi ha dato una lezione di vita.
Una vita affrontata senza spirito critico, senza passione, senza entusiasmo non può essere vita, deve per forza esistere un modo di vivere diverso, fatto di consapevolezza e libertà decisionale.
Alla mia età non c'è più tempo per aspettare.
Mi sono data quindi 5 anni per cambiare vita e smettere di lavorare prima di arrivare alla pensione. La mia pensione la vedrò a 68 anni!
Ma mi vedete voi girare per l'ULSS a 67 anni? Neanche con una badante ce la potrò fare!
Ora sembra che non mi manchi nulla, penso quindi di essere stata fortunata ad aver avuto un improbabile momento di lucidità durante il quale mi è parso assolutamente chiaro quanto fosse drammatica la condizione di schiavitù mentale in cui stavo.
Ci voleva mia figlia per far emergere il bisogno di stravolgere tutto, rilegare il lavoro all’ultimo dei miei pensieri, e fare di tutto per vivere una vita libera, coltivando le mie passioni e scegliendo ogni giorno come impiegare il mio tempo.
E' arrivato il momento di iniziare!

lunedì

inizio: mancano 1815 giorni a quando mi licenzierò dal lavoro!

Ho deciso di iniziare questo conto alla rovescia.
L'ho detto a Raffaele e poi alle figlie.
Voglio smettere di lavorare.
Secondo le leggi attuali io dovrei andare in pensione a 68 anni!
Non ce la faro' mai! Questo vuol dire morire prima di arrivare al giorno del pensionamento oppure andare a lavorare con la badante ... mi spiace ma non ci sto!
Quindi, parlando con Raffaele , abbiamo concordato che smetterò di lavorare fra cinque anni cioè quando avremo finito di pagare il mutuo.
Già questo pensiero mi solleva l'anima e mi fa stare meglio.
Quest'anno faccio 53 anni e fra cinque anni avrò 58 anni.
Mi sembra un'età ragionevole per smettere di lavorare.
Se ascoltassi il mio istinto domani andrei dalla mia responsabile e le direi che da domani smetto di lavorare ma non lo posso fare.
Abbiamo un mutuo da pagare e molte spese da affrontare e poi con che vivo?
Devo mettere via un po' di soldi per affrontare 10 anni senza stipendio.
Devo fare tutti i miei calcoli e valutare bene.... ma ora mi sento di partire per raggiungere questo mio obiettivo.
Un abbraccio

giovedì

Diario di tre giorni di digiuno

Uno dei miei disturbi sanitari più fastidiosi sono i diverticoli che ogni tanto si infiammano.
Sicuramente per stress e nervosismi vari avuti durante il giorno che poi mi portano a mangiare in modo disordinato ed irritante per il mio intestino.
Per questo la mia dottoressa mi ha dato 5 giorni di malattia. Ho deciso di curarmi secondo il metodo della dottoressa Kousmine che in passato ha portato dei risultati miracolosi.
Il digiuno di tre giorni
La dottoressa Kousmine consiglia di iniziare la dieta con un digiuno di sei giorni, essendo la mia prima volta io voglio provare con tre giorni. Serve a svuotare completamente l'intestino e prepararlo a rinnovare la sua flora batterica; ed anche a stimolare l'organismo, depurandolo nello stesso tempo da intossicazioni e acidità.
PRIMO GIORNO:
Voglio tenere un diario dei miei 3 giorni di digiuno per diventare più determinata a non cambiare idea alle prime difficoltà. Ho avvisato inoltre tutti in casa che per sei giorni non farò da mangiare anche perché, ormai mi conosco e so' che con i profumi del mangiare è per me impossibile non mettere in bocca qualcosa.
Secondo la dottoressa Kousmine
Il digiuno kousminiano non è totale. La persona  può consumare:
    un bicchiere da bibita (200 cc) di succo di frutta fresco a colazione;
    altrettanta quantità di succo di verdure a mezzogiorno
    altrettanto di succo di frutta o succo di verdure alla sera
    acqua in quantità leggermente più abbondante del normale (circa 2 litri).
    Avvertenza: i succhi devono essere freschi (appena spremuti) e senza polpa. Se non si ha la centrifuga, si possono fare spremute di aranci o pompelmi per tutte le tre dosi giornaliere.
Forse sarebbe meglio fare tre giorni con acqua distillata ma è anche vero che per la mia prima volta, per ragioni psicologiche, il digiuno come consigliato dalla Kousmine può essere emozionalmente più facile.
Inoltre la dottoressa consiglia che  il digiuno sia preceduto da un paio di pasti ricchi di fibre:
meglio se a base di soli ortaggi epochi cereali integrali.
Per questo ieri sera ho mangiato una bella zuppa (apprezzata anche dagli altri familiari) ricca sia di verdure che di legumi e riso farro ed orzo.
  L'importante è  la disciplina, il non mangiare niente oltre questi tre pasti liquidi.

Già ormai da tempo ho troncato l'abitudine di "mangiucchiare,", di aprire il frigorifero più volte al giorno per "spizzicare" qualcosa.
Già da tempo evito durante il  giorno, le caramelle, i dolci, i cioccolatini, i biscotti, il caffè e cose di questo tipo. Bevo solo Thè quando voglio dare un po' di sapore all' acqua.
Oggi mi aspetta un periodo di grande tranquillità in cui neanche gli organi interni dovranno lavorare, eccezion fatta per quelli vitali.
Fame “zero assoluto”.
Sento una sensazione ormai conosciuta nel colon. Un pizzicorino nella parte parallela al diaframma.
Ho anche evacuato, che mi avevano detto poteva essere un problema ed ho quindi  eliminato in fretta scorie nocive di cui non ho bisogno.
La lingua e’ bianchiccia.
Sento allentarmisi la tensione nel collo e nel cervello come se qualcosa smettesse di “tenere duro”. Percepisco un lievissimo mal di testa, per il resto tutto nella norma. So' che tutti questi segnali non sono negativi, ma solo normali manifestazioni della trasformazione che il digiuno opera nell'organismo.


Secondo giorno:
Ieri è andata abbastanza bene.
Sono stata lontano dalla cucina per tutto il giorno ed ho cercato di fare alcuni lavori in casa scegliendo altre stanze, fare una passeggiata con il mio cagnolino, leggendo e scrivendo con il PC. Solo nel tardo pomeriggio ho fatto la lavastoviglie  ed ho fatto una frittata per mio marito e mio genero, con dei pomodori conditi con la rucola olio e sale, poichè le figlie erano andate a mangiare con il loro papà.
Giuro che non ho mangiato niente di solido!
Mi sono fatto il mio brodino e l'ho messo in una bella tazzona (circa due bicchieri).
Poi di corsa (questo vizio dell'essere sempre in ritardo non riuscirò mai a perderlo!)  in città per un culto ecumenico nella Chiesa Valdese ed una bella passeggiata per le vie del centro.
Non è stato facile! questo è vero ma ho cercato di pensare a tante altre cose, che non siano il mangiare e sono soddisfatta di me stessa.
Oggi è stata una giornata buona, con movimenti lenti ma ho pulito la camera e le scale del condominio poi mi sono fatta 2 spremute d'arancia a distanza di un'ora l'una dall'altra e nel pomeriggio sono andata dal meccanico.
Il momento peggiore è stato l'ora di cena  Elisa era al lavoro e ho chiesto ad Antonio se faceva lui da mangiare anche per Raffaele.  Loro hanno deciso pero' di ordinarsi una pizza ed io ho fatto degli spaghetti in frittata senza uovo bistecca e patate.
Il problema è stato quando è arrivata la pizza che ho sentito quel profumo buonissimo che mi chiamava invitante. Così ho deciso di andare a prendere la Elisa in anticipo e sono uscita.
Ora a conclusione della giornata dico che un po' di stanchezza la sento ed un po' di dolore alle gambe ma ho trascorso comunque una buona giornata.

terzo giorno:
Un po' di stanchezza lo sento ma comunque sono molto attiva, sono andata in posta, a comprare una tenda per la doccia e altri accessori per la casa ed al supermercato. Lì è stata una vera tentazzione! Sapevo che non bisogna andare  al supermercato con la fame ed oggi ne ho avuto la prova. Istintivamente sentivo il desiderio di riempire il carrello con tutto quello che c'era in offerta e nonostante abbia rimesso al loro posto alcuni alimenti che ragionando  so' che non mi servivano. Mancava poco che mi prendevo anche il profumo per la lavastoviglie che ho giurato a me stessa non avrei mai preso.
Il cibo che pensavo potesse rimanermi indifferente è diventato sempre più un desiderio quasi ossessivo. I profumi mi attraggono, inebriano la mia mente e scatenano la mia fantasia su come cucinarli.
 Mi chiedo se come prima volta possa bastare.
Tre  giorni senza introdurre nel mio organismo niente al di fuori di liquidi a temperatura ambiente mi hanno permesso di capire  i poteri del mio corpo che non conoscevo. Potrei tranquillamente proseguire ma non vorrei che cambiasse qualcosa da un punto di vista psicologico. Quindi questa sera sarà l'ultima sera di digiuno e domani inizia la fase di recupero… Non sarà un abbuffata ma seguirò i suggerimenti della dott.ssa Kousmine che consiglia di iniziare con una mela.
primo giorno dopo il digiuno: una mela a colazione, un'altro frutto a metà mattina, insalata di verdure miste con olio e limone a pranzo e cena
E' propio vero che ogni tanto, il corpo ha bisogno di una pausa. Non gli manca l’energia di riserva! Gli manca il tempo per fare pulizia! È sempre occupato a digerire… mangiamo troppo, e spesso gli alimenti sono ricchi di calorie vuote, ovvero povere di nutrimenti essenziali, piene di zuccheri che si bruciano in fretta e di grassi che il nostro organismo ha difficoltà a gestire, ad assimilare ecc. Risultato: ci intossichiamo! E come un’automobile a cui non si fa mai il controllo dell’olio, a cui non si cambiano mai i vari filtri, in cui, per giunta, si mette del carburante di cattiva qualità, invecchiamo male!

Questo digiuno semplice da fare me lo voglio proporre di tanto in tanto,  è come se mi proponessi una super-revisione. Solo che non devo fare nulla: sono in grado da sola di “restaurarmi”, di espellere le scorie e le tossine, di riparare i tessuti danneggiati. Perciò, basta poco per volersi bene, insomma, ogni cambio di stagione digiunare!

martedì

Una delle critiche che mi sento spesso fare è che MDF proponga una vita di rinunce e di difficoltà economiche

Una delle critiche che mi sento spesso fare è che MDF proponga una vita di rinunce e di difficoltà economiche, favorendo un precariato esistenziale e sostanziale. Di fronte a questa critica - che sovente è anche ben argomentata - mi rendo conto che vi è sicuramente una diversa visione di vita ma anche un difetto di comunicazione su la bellezza di determinate scelte di vita. Scelte, certamente non semplici, ma molto più naturali di quanto si possa immaginare. Certamente se per vita realizzata e sicura si intente soltanto il classico lavoro, magari a tempo indeterminato, che garantisca un reddito fisso al mese e apra determinate porte in certe banche...allora credo ci sia poco da confrontarsi. Sia perchè tale lavoro oggi è quasi un miraggio, sia perché siamo di fronte a due visioni molto distanti. Allora cosa occorrerebbe? semplice: esempi coerenti. Provo a spiegarmi meglio. Ci sono persone che si buttano letteralmente anima e corpo in un lavoro come unico motivo di vita. Oppure che seguono uno scopo e ne fanno il loro centro di gravità permanente. Nulla di male se non che, la vita è sempre ricca di imprevisti che possono mettere in discussione alcune certezze, per mostrarci che la vita non è solo quello che noi pensiamo. A volte può bastare la malattia di un amico o una morte improvvisa o un qualsiasi altro avvenimento più o meno drammatico, per farci mettere in discussione molte delle nostre convinzioni. A volte basta anche il semplice invecchiare di un genitore e l'impossibilità (causa lavoro) di potergli stare accanto con la giusta qualità di tempo. Allora inizi a chiederti: "ma ne vale davvero la pena?" , "Chi me lo fa fare?". O ancora: "A che cosa ho dedicato la mia vita?", o peggio ancora: "Che senso hanno i miei giorni e le mie ore?". Eh si, perché se riflettiamo bene, noi di vita ne abbiamo una sola e allora andrebbe studiato per bene come spenderla e viverla. Scegliere dunque di sposare alcuni principi della decrescita felice, significa anche darsi delle priorità interiori. Delle leggi al cospetto delle quali vale la pena spendere la propria vita. Chi sceglie la decrescita felice, sceglie per prima cosa la qualità della vita. Qualità che si declina come salute interiore ed esteriore. Chi sceglie la decrescita felice, mette al centro la qualità del tempo per se e per i propri cari. Riesce - ove possibile - anche a rinunciare a qualche soldino se tale perdita può essere abbondantemente ripagato da bene e servizi che può autoprodursi. Meglio guadagnare 100 euro in meno e poter stare in famiglia che guadagnarne 200 in più per poterli dare alla badante o alla baby-sitter necessari. Chi sceglie la decrescita felice, decide di avere uno sguardo più ampio e ricco e soprattutto di rivedere il concetto di ricchezza. Questo infatti non si identifica solo con la moneta o principalmente con essa (che pure è importante, sia chiaro!) ma saprà creare una serie di valori fondanti la persona e le comunità. Ma soprattutto chi sceglie di sposare i temi della decrescita felice crea ricchezza! crea anche lavoro perché sa investire in settori tecnologici che possono far avanzare il progresso dei loro paesi, creare posti di lavoro utili e salvaguardare l'ambiente. Ma ancora di più crea un tipo di ricchezza di cui abbiamo ancora estremamente bisogno: la salute psico-fisica, la spiritualità, la tutela dell'ambiente, l'educazione della collettività, il rispetto del bene comune, la gratuità, il dono, il valore del tempo, l'amore verso i propri cari e verso il vero prossimo, la stabilità interiore, la pace dentro e fuori, la convivenza serena, il rispetto... Tutto ciò riassunto in vite ricche di senso e gioiose. Quando in un'intervista di AlJazeera fu chiesto all'ex presidente dell'Uruguay , Pepe Mujica, come si sentisse ad essere considerato il presidente più povero del mondo, questi ripose così: "Poveri sono coloro che mi descrivono così. Credo che poveri siano coloro che necessitano di tanto. Perché chi vuole troppo non è mai soddisfatto. Io sono semplice, non povero. Vivo con poco, solo di quello che è necessario. Non troppo legato alle cose materiali. Perché? per avere più tempo per fare le cose che mi piacciono. La libertà è avere tempo per vivere" Posto così non vi sentite un pò tentati da una vita in decrescita felice?

venerdì

Le 10 cose più importanti da semplificare nella vita

Negli ultimi mesi sento sempre più la necessità di dare una scossa alla mia vita, di alleggerirla da tanti fronzoli, da tanti fardelli che segnano la mia giornata, i miei impegni, i miei programmi e obiettivi per il futuro.

Sento forte il bisogno di sentirmi più libera, avere più tempo libero da dedicare alla famiglia, a me stessa, alla cultura, ai viaggi.
Gestire la casa, la spesa, il lavoro e tutto il resto è necessario: ma si può trovare il modo per fare tutto in modo più semplice. Su questo punto voglio concentrarmi da oggi in poi. Obiettivo: semplicità.
Come fare? Ci sto lavorando, sto leggendo, sto pensando, sto identificando i punti chiave della mia esistenza da cambiare, per sentirmi più libera.
In questo mio percorso, che è solo all’inizio, sto seguendo l’esperienza di Joshua Becker, che un sabato pomeriggio del 2008, mentre mette in ordine per l’ennesima volta il suo americanissimo garage – senza trovare il tempo per giocare con suo figlio di 5 anni – dice “basta”: “my belongings were not adding value to my life. Instead, they were subtracting from it”  (“le cose che possedevo non stavano dando valore aggiunto alla mia vita, al contrario, lo stavano riducendo”).
Da quel sabato pomeriggio Joshua e sua moglie hanno deciso di dare una svolta alla loro vita, trasformandosi da forti consumatori a minimalisti. Il loro percorso è tutto raccontato nel blog “Becoming Minimalist“, e in alcuni libri, dove raccontano come vivere con meno li ha resi più liberi e più felici.
Uno dei primi post che ho letto di Joshua Becker mi ha ispirata molto e da questo sono partiti i miei ragionamenti minimalisti. L’ho tradotto per voi e un po’ rivisto con mie considerazioni: ecco allora le 10 cose più importanti da semplificare nella vita, secondo Joshua Becker:

I beni materiali

Troppi beni materiali complicano la nostra vita più di quanto possiamo immaginare: drenano il nostro conto in banca, la nostra energia e la nostra attenzione. Ci tengono lontani dalle persone che amiamo e ci impediscono di vivere una vita basata sui nostri veri valori. Chi decide di eliminare i beni non essenziali dalla propria vita, non se ne pente mai.

Gli impegni di tempo

Le nostre giornate sono piene di impegni: lavoro, casa, attività per bambini, eventi, hobby … l’elenco potrebbe continuare. Quando possibile, liberiamoci dagli impegni che non sono in linea con i nostri valori più grandi.

Gli obiettivi

Riduciamo il numero di obiettivi cui stiamo puntando a uno o due: potremo migliorare la nostra concentrazione e il nostro tasso di successo. Facciamo una lista delle cose che vogliamo realizzare nella vita e scegliamo le due più importanti. Solo quando ne abbiamo realizzata una,  aggiungiamone un’altra all’elenco.

I pensieri negativi

La maggior parte delle emozioni negative sono completamente inutili. Il risentimento, l’amarezza, l’odio e la gelosia non hanno mai migliorato la qualità della vita di nessuno.
Assumiamoci la responsabilità dei nostri pensieri: dimentichiamoci ciò che ci ha fatto male in passato e sostituiamo i pensieri negativi con quelli positivi.

I debiti

Se il debito ci tiene sotto pressione, riduciamolo. Da subito. Facciamo il possibile per uscire dal peso del debito: sacrifichiamo il lusso oggi per godere della libertà domani.

Le parole

Usiamo meno parole. Facciamo discorsi semplici e chiari, dando un significato vero a quello che diciamo. Evitiamo il gossip.

Gli ingredienti artificiali

Evitiamo cibi ricchi di grassi, cereali raffinati e cibo junk. Minimizzare questi alimenti migliorerà il nostro livello di energia a breve termine e la salute a lungo termine. Per quanto possibile riduciamo il consumo di medicinali, per consentire al corpo di guarire da solo e naturalmente, senza creare dipendenze.

Il tempo davanti allo schermo

Troppa attenzione a televisione, cinema, videogiochi e tecnologia influenza la nostra vita più di quanto si pensi. I media “riorganizzano” i nostri valori e dominano la nostra vita.
Hanno un profondo impatto sul nostro atteggiamento e le nostre prospettive. Purtroppo, quando si vive in quel mondo costantemente, non ci si accorge neppure di come ci stanno influenzando. L’unico modo per apprezzare appieno la loro influenza nella nostra vita è spegnerli!

Le nostre connessioni

I rapporti con gli altri sono positivi, ma possono essere un costante flusso di distrazione. Impariamo a spegnere cellulari e iPad, disconnettiamo Facebook, non leggiamo notifiche e testi. Focalizziamoci sulle cose importanti, non solo sulle urgenze del momento. Il flusso costante di distrazione che ci giunge da altre persone può farci sentire importanti, necessari, o desiderati, ma sentirsi importanti e realizzare cose importanti sono cose completamente diverse.

Il multi-tasking

Secondo le ultime ricerche, il multi-tasking aumenta lo stress e riduce la produttività. Al contrario il single-tasking sta diventando un’arte rara, da imparare. Gestiamo una cosa alla volta. Facciamola bene. Quando abbiamo finito, passiamo alla successiva.

Pronte per semplificarvi la vita?

martedì

Io non compro più pane industriale ma il pane me lo faccio io in casa!

E' trascorso ormai  un anno che Raffaele, mio marito, mi ha regalato la macchina per fare il pane econ immensa soddisfazione ora  mi faccio il pane in casa.
Chiaramente quando si risparmia denaro in questo modo, si penalizza il proprio tempo: bisogna partire dalle materie prime, e quindi dedicare almeno un’ora (o anche due ore) al giorno per cucinare, trovare gli ingredienti, pulire le verdure, fare il pane in casa… Ma del resto con un budget ridotto non si può pensare di comprare alimenti pronti, che poi, se proprio vogliamo, non fanno nemmeno così bene.
Partiamo dalle basi, per esempio facendo il pane in casa.
Per preparare un chilo e mezzo di pane fatto in casa ci occorrono: 1 kg di farina tipo 00, 20 grammi di sale, circa 400 grammi di acqua tiepida e 30 grammi di lievito di birra fresco. Più è lunga la lievitazione, più sarà soffice il pane. Ora ho iniziato ad usare anche il lievito madre che vi assicuro lievita benissimo.
Inoltre ne faccio ogni volta una abbondante quantità in modo da metterlo nel congelatore e tirarlo fuori quando serve.

Biscotti senza burro al cacao

Fatti con le mie mani!!!
Buonissimi in 10 minuti di forno a 180°
Un impasto semplice fatto di farina integrale, lievito e zucchero di canna. Mescolare quindi con miele acqua e cacao. Infornare e voilà!

QUESTO BLOG NON E' UNA TESTATA GIORNALISTICA: VIENE AGGIORNATO CON CADENZA CASUALE A SECONDA DEGLI UMORI DELL'AUTRICE. PERTANTO NON E' E NON VUOLE ESSERE UN PRODOTTO EDITORIALE, AI SENSI DELLA L. 62 DEL 07.03.2001, BENSI' UN SEMPLICE DIARIO PERSONALE E CONDIVISO DI CHIACCHERE IN LIBERTA'. Ogni persona o luogo citato nei post/racconti del diario è da considerare frutto di fantasia e se corrisponde a persone o fatti accaduti ciò è puramente casuale.