martedì
Una delle critiche che mi sento spesso fare è che MDF proponga una vita di rinunce e di difficoltà economiche
Una delle critiche che mi sento spesso fare è che MDF proponga una vita di rinunce e di difficoltà economiche, favorendo un precariato esistenziale e sostanziale. Di fronte a questa critica - che sovente è anche ben argomentata - mi rendo conto che vi è sicuramente una diversa visione di vita ma anche un difetto di comunicazione su la bellezza di determinate scelte di vita. Scelte, certamente non semplici, ma molto più naturali di quanto si possa immaginare.
Certamente se per vita realizzata e sicura si intente soltanto il classico lavoro, magari a tempo indeterminato, che garantisca un reddito fisso al mese e apra determinate porte in certe banche...allora credo ci sia poco da confrontarsi. Sia perchè tale lavoro oggi è quasi un miraggio, sia perché siamo di fronte a due visioni molto distanti. Allora cosa occorrerebbe? semplice: esempi coerenti.
Provo a spiegarmi meglio. Ci sono persone che si buttano letteralmente anima e corpo in un lavoro come unico motivo di vita. Oppure che seguono uno scopo e ne fanno il loro centro di gravità permanente. Nulla di male se non che, la vita è sempre ricca di imprevisti che possono mettere in discussione alcune certezze, per mostrarci che la vita non è solo quello che noi pensiamo.
A volte può bastare la malattia di un amico o una morte improvvisa o un qualsiasi altro avvenimento più o meno drammatico, per farci mettere in discussione molte delle nostre convinzioni. A volte basta anche il semplice invecchiare di un genitore e l'impossibilità (causa lavoro) di potergli stare accanto con la giusta qualità di tempo.
Allora inizi a chiederti: "ma ne vale davvero la pena?" , "Chi me lo fa fare?". O ancora: "A che cosa ho dedicato la mia vita?", o peggio ancora: "Che senso hanno i miei giorni e le mie ore?". Eh si, perché se riflettiamo bene, noi di vita ne abbiamo una sola e allora andrebbe studiato per bene come spenderla e viverla.
Scegliere dunque di sposare alcuni principi della decrescita felice, significa anche darsi delle priorità interiori. Delle leggi al cospetto delle quali vale la pena spendere la propria vita. Chi sceglie la decrescita felice, sceglie per prima cosa la qualità della vita. Qualità che si declina come salute interiore ed esteriore.
Chi sceglie la decrescita felice, mette al centro la qualità del tempo per se e per i propri cari. Riesce - ove possibile - anche a rinunciare a qualche soldino se tale perdita può essere abbondantemente ripagato da bene e servizi che può autoprodursi. Meglio guadagnare 100 euro in meno e poter stare in famiglia che guadagnarne 200 in più per poterli dare alla badante o alla baby-sitter necessari.
Chi sceglie la decrescita felice, decide di avere uno sguardo più ampio e ricco e soprattutto di rivedere il concetto di ricchezza. Questo infatti non si identifica solo con la moneta o principalmente con essa (che pure è importante, sia chiaro!) ma saprà creare una serie di valori fondanti la persona e le comunità.
Ma soprattutto chi sceglie di sposare i temi della decrescita felice crea ricchezza! crea anche lavoro perché sa investire in settori tecnologici che possono far avanzare il progresso dei loro paesi, creare posti di lavoro utili e salvaguardare l'ambiente.
Ma ancora di più crea un tipo di ricchezza di cui abbiamo ancora estremamente bisogno:
la salute psico-fisica, la spiritualità, la tutela dell'ambiente, l'educazione della collettività, il rispetto del bene comune, la gratuità, il dono, il valore del tempo, l'amore verso i propri cari e verso il vero prossimo, la stabilità interiore, la pace dentro e fuori, la convivenza serena, il rispetto...
Tutto ciò riassunto in vite ricche di senso e gioiose.
Quando in un'intervista di AlJazeera fu chiesto all'ex presidente dell'Uruguay , Pepe Mujica, come si sentisse ad essere considerato il presidente più povero del mondo, questi ripose così: "Poveri sono coloro che mi descrivono così. Credo che poveri siano coloro che necessitano di tanto. Perché chi vuole troppo non è mai soddisfatto. Io sono semplice, non povero. Vivo con poco, solo di quello che è necessario. Non troppo legato alle cose materiali. Perché? per avere più tempo per fare le cose che mi piacciono. La libertà è avere tempo per vivere"
Posto così non vi sentite un pò tentati da una vita in decrescita felice?
venerdì
Le 10 cose più importanti da semplificare nella vita
Negli
ultimi mesi sento sempre più la necessità di dare una scossa alla mia vita, di alleggerirla da tanti fronzoli, da
tanti fardelli che segnano la mia giornata, i miei impegni, i miei programmi e
obiettivi per il futuro.
Sento
forte il bisogno di sentirmi più
libera, avere più tempo libero da dedicare alla famiglia, a me
stessa, alla cultura, ai viaggi.
Gestire
la casa, la spesa, il lavoro e tutto il resto è necessario: ma si può trovare il modo per fare tutto in modo più
semplice. Su questo punto voglio concentrarmi da oggi in poi. Obiettivo: semplicità.
Come
fare? Ci sto lavorando, sto leggendo, sto pensando, sto identificando i punti chiave della mia esistenza da cambiare, per sentirmi più
libera.
In
questo mio percorso, che è solo all’inizio, sto seguendo l’esperienza di Joshua
Becker, che un sabato pomeriggio del 2008, mentre mette in ordine per
l’ennesima volta il suo americanissimo
garage – senza trovare il tempo per giocare con suo figlio di 5 anni – dice
“basta”: “my belongings were not adding value to my life. Instead, they were
subtracting from it” (“le cose che possedevo non stavano dando valore
aggiunto alla mia vita, al contrario, lo stavano riducendo”).
Da quel
sabato pomeriggio Joshua e sua moglie hanno deciso di dare una svolta alla loro
vita, trasformandosi da forti consumatori a minimalisti. Il loro percorso è
tutto raccontato nel blog “Becoming Minimalist“, e in alcuni libri, dove raccontano come vivere con meno li ha resi più liberi e più felici.
Uno dei primi post che ho letto di Joshua Becker mi ha
ispirata molto e da questo sono partiti i miei ragionamenti minimalisti. L’ho tradotto per voi e un po’
rivisto con mie considerazioni: ecco allora le 10 cose più importanti da semplificare nella vita,
secondo Joshua Becker:
I beni materiali
Troppi
beni materiali complicano la nostra vita più di quanto possiamo immaginare:
drenano il nostro conto in banca, la nostra energia e la nostra attenzione. Ci
tengono lontani dalle persone che amiamo e ci impediscono di vivere una vita
basata sui nostri veri valori. Chi decide di eliminare i beni non essenziali dalla propria vita, non se ne pente
mai.
Gli impegni di tempo
Le
nostre giornate sono piene di impegni: lavoro, casa, attività per bambini,
eventi, hobby … l’elenco potrebbe continuare. Quando possibile, liberiamoci dagli impegni che non
sono in linea con i nostri valori più grandi.
Gli obiettivi
Riduciamo
il numero di obiettivi cui stiamo puntando
a uno o due: potremo migliorare la nostra concentrazione e il nostro tasso di successo.
Facciamo una lista delle cose che vogliamo realizzare nella vita e scegliamo le
due più importanti. Solo quando ne abbiamo realizzata una, aggiungiamone
un’altra all’elenco.
I pensieri negativi
La
maggior parte delle emozioni negative sono
completamente inutili. Il risentimento, l’amarezza, l’odio e la
gelosia non hanno mai migliorato la qualità della vita di nessuno.
Assumiamoci
la responsabilità dei nostri pensieri: dimentichiamoci ciò che ci ha fatto male
in passato e sostituiamo i pensieri negativi con quelli positivi.
I debiti
Se il
debito ci tiene sotto pressione, riduciamolo. Da subito. Facciamo il possibile
per uscire dal peso del debito: sacrifichiamo
il lusso oggi per godere della libertà domani.
Le parole
Usiamo
meno parole. Facciamo discorsi semplici e chiari, dando un significato vero a
quello che diciamo. Evitiamo il gossip.
Gli ingredienti artificiali
Evitiamo
cibi ricchi di grassi, cereali raffinati e cibo junk. Minimizzare questi
alimenti migliorerà il nostro livello di energia a breve termine e la salute a
lungo termine. Per quanto possibile riduciamo il consumo di medicinali, per
consentire al corpo di guarire da solo e naturalmente, senza creare dipendenze.
Il tempo davanti allo schermo
Troppa
attenzione a televisione, cinema, videogiochi e tecnologia influenza la nostra
vita più di quanto si pensi. I media “riorganizzano” i nostri valori e dominano
la nostra vita.
Hanno
un profondo impatto sul nostro atteggiamento e le nostre prospettive.
Purtroppo, quando si vive in quel mondo costantemente, non ci si accorge
neppure di come ci stanno influenzando. L’unico modo per apprezzare appieno la loro influenza
nella nostra vita è spegnerli!
Le nostre connessioni
I rapporti
con gli altri sono positivi, ma possono essere un costante flusso di
distrazione. Impariamo a spegnere cellulari e iPad, disconnettiamo Facebook,
non leggiamo notifiche e testi. Focalizziamoci sulle cose importanti, non solo
sulle urgenze del momento. Il flusso costante di distrazione che ci giunge da
altre persone può farci sentire importanti, necessari, o desiderati, ma sentirsi importanti e realizzare cose importanti
sono cose completamente diverse.
Il multi-tasking
Secondo
le ultime ricerche, il multi-tasking aumenta lo stress e riduce la
produttività. Al contrario il single-tasking sta diventando un’arte rara, da
imparare. Gestiamo una cosa alla volta. Facciamola bene. Quando abbiamo finito,
passiamo alla successiva.
Pronte per semplificarvi la vita?
martedì
Io non compro più pane industriale ma il pane me lo faccio io in casa!
E' trascorso ormai un anno che Raffaele, mio marito, mi ha regalato la macchina per fare il pane econ immensa soddisfazione ora mi faccio il pane in casa.
Chiaramente quando si risparmia denaro in questo modo, si penalizza il proprio tempo: bisogna partire dalle materie prime, e quindi dedicare almeno un’ora (o anche due ore) al giorno per cucinare, trovare gli ingredienti, pulire le verdure, fare il pane in casa… Ma del resto con un budget ridotto non si può pensare di comprare alimenti pronti, che poi, se proprio vogliamo, non fanno nemmeno così bene.
Partiamo dalle basi, per esempio facendo il pane in casa.
Per preparare un chilo e mezzo di pane fatto in casa ci occorrono: 1 kg di farina tipo 00, 20 grammi di sale, circa 400 grammi di acqua tiepida e 30 grammi di lievito di birra fresco. Più è lunga la lievitazione, più sarà soffice il pane. Ora ho iniziato ad usare anche il lievito madre che vi assicuro lievita benissimo.
Per preparare un chilo e mezzo di pane fatto in casa ci occorrono: 1 kg di farina tipo 00, 20 grammi di sale, circa 400 grammi di acqua tiepida e 30 grammi di lievito di birra fresco. Più è lunga la lievitazione, più sarà soffice il pane. Ora ho iniziato ad usare anche il lievito madre che vi assicuro lievita benissimo.
Inoltre ne faccio ogni volta una abbondante quantità in modo da metterlo nel congelatore e tirarlo fuori quando serve.
Biscotti senza burro al cacao
Fatti con le mie mani!!!
Buonissimi in 10 minuti di forno a 180°
Un impasto semplice fatto di farina integrale, lievito e zucchero di canna. Mescolare quindi con miele acqua e cacao. Infornare e voilà!
Buonissimi in 10 minuti di forno a 180°
Un impasto semplice fatto di farina integrale, lievito e zucchero di canna. Mescolare quindi con miele acqua e cacao. Infornare e voilà!
lunedì
Conservazione in salamoia
Una conservazione molto sana e naturale è la conservazione in salamoia.
Mondare le verdure, sbucciarle e tagliarle a cubetti se si pensa di usarle per l'insalata russa, a pezzi più grossi se si impiegheranno come contorno misto. Distribuirle in vasi piccoli e premere o battere i vasi in modo che non restino spazi vuoti. Far bollire per 5 minuti acqua e sale (100 grammi di sale per litro d'acqua).
Mondare le verdure, sbucciarle e tagliarle a cubetti se si pensa di usarle per l'insalata russa, a pezzi più grossi se si impiegheranno come contorno misto. Distribuirle in vasi piccoli e premere o battere i vasi in modo che non restino spazi vuoti. Far bollire per 5 minuti acqua e sale (100 grammi di sale per litro d'acqua).
Io non compro più lievito per pane o lievito per dolci perchè uso il lievito madre
In
questa epoca di crisi sono molte le donne come me che cercano di arrangiarsi e
preparare in casa alcuni
alimenti diventati troppo costosi per il bilancio familiare ma
pensando anche a tutti gli additivi che ci mettono dentro per niente sani e
naturali.
Autoprodurre
è sì un buon modo per risparmiare ma
anche un modo per dare benessere alla famiglia. Il pane è senz’altro uno di
questi ma la pasta madre è comunque utile anche per preparare dolci di stagione
come panettoni, pandori o colombe o la buonissima torta di mele e amaretti
fatta l’altra sera ed ormai quasi finita.
La pasta
madre, detta
anche pasta acida, oltre che lievito naturale o lievito madre, nell’immaginario
collettivo è assimilato ad una sorta di blob appiccicoso, dal comportamento tanto
imprevedibile da spaventare chiunque.
Con una
buona dose di pazienza e comprendendo a fondo i meccanismi che ne regolano la
fermentazione, si può ottenere, in realtà, un buon composto, sano e attivo per
decenni.
La preparazione classica della pasta madre comincia da un
impasto acido spontaneo ottenuto con la lievitazione, innescata in un impasto
di farina e acqua: questo impasto deve essere lasciato acidificare spontaneamente,
permettendo così lo sviluppo di varie specie di batteri.
Ingredienti dell’impasto per preparare la pasta madre.
§ 200 gr
di pasta acida
§ 200 gr
di farina integrale o di manitoba tipo 0
§ 100 ml
di acqua tiepida
Per me è stato molto facile poiché mi è bastato farmene dare un
po’ (circa 200 gr. ) da un caro amico che aveva appena fatto il “rinfresco”. Si
capiva anche dal profumo, sprigionava un gradevole profumo d’aceto.
Ho preso quindi quel lievito madre e l’ho conservato in frigo per 5/6 giorni.
Ho preso quindi quel lievito madre e l’ho conservato in frigo per 5/6 giorni.
Trascorso
questo tempo, è necessario rinfrescarlo di nuovo, con la stessa procedura che
mi aveva spiegato il mio amico.
Ho pesato
l’impasto (200 gr.) e aggiunto la
medesima quantità di farina e il 50% dell’acqua indicata nelle dosi (100
ml)
L’ho lasciato
per 6 ore a temperatura ambiente, sempre ricoperto dal panno umido e dalla
pellicola, per poi riporlo nuovamente in frigo.
Per poter conservare il lievito madre negli anni, occorre ripetere per sempre il rinfresco ogni 5/6 giorni.
Ed anche questa autonomia è stata raggiunta.
Alimentazione del cagnolino
Bellissima giornata ieri, io e Raffaele abbiamo festeggiato il compleanno di mia cognata e mio cognato.
Siamo andati a mangiare con dei loro amici e parenti (io e Raffaele eravamo tra i parenti!:-)) e casualmente mi sono trovata seduta con donne della mia età che avevano le mie stesse passioni ed hobby.
Ho raccontato di Fiocco il mio cagnolino con il quale mi trovo ultimamente ad affrontare un problema di allergia alimentare << continua a leggere>>
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QUESTO BLOG NON E' UNA TESTATA GIORNALISTICA: VIENE AGGIORNATO CON CADENZA CASUALE A SECONDA DEGLI UMORI DELL'AUTRICE. PERTANTO NON E' E NON VUOLE ESSERE UN PRODOTTO EDITORIALE, AI SENSI DELLA L. 62 DEL 07.03.2001, BENSI' UN SEMPLICE DIARIO PERSONALE E CONDIVISO DI CHIACCHERE IN LIBERTA'. Ogni persona o luogo citato nei post/racconti del diario è da considerare frutto di fantasia e se corrisponde a persone o fatti accaduti ciò è puramente casuale.





